La vita rinasce nel dono

“La malattia renale cronica non inizia mai in un giorno.
È un processo lento, silenzioso, che spesso accompagna il paziente per anni prima di manifestarsi con chiarezza."

I primi segnali sono quelli tipici delle nefropatie progressive: valori di funzionalità renale che, controllo dopo controllo, mostrano un'aumento costante dei marker più significativi (l'aumento della creatinina indica una riduzione della funzionalità renale).
Non c’è un singolo evento scatenante, ma una traiettoria che, con il tempo, rende evidente ciò che inizialmente sembrava solo un dato da monitorare.

Come spesso accade, il corpo inizia a parlare prima dei sintomi: stanchezza più marcata, recupero più lento, piccoli segnali che solo chi vive quotidianamente la propria salute riesce a percepire.

Noi nefrologi sappiamo che è proprio in questi momenti che si costruisce la consapevolezza: quando il paziente comprende che non si tratta più di “valori da tenere d’occhio”, ma di una condizione che richiede un percorso.

Dott. Alberto Siniscalzi - Nefrologo

La dialisi è un trattamento sostitutivo alla funzionalità renale e si effettua quando i reni smettono di eseguire il loro compito

La dialisi riproduce artificialmente alcune funzioni del rene, servendosi di attrezzature speciali per rimuovere i prodotti di scarto e l’acqua in eccesso dall´organismo.

 

L'emodialisi

Emodialisi

L'emodialisi è una tecnica di depurazione che utilizza una macchina (rene artificiale) in grado di far passare il sangue, spinto da una pompa, attraverso un filtro che rimuove dal sangue le scorie che normalmente vengono eliminate con le urine. La macchina da emodialisi, oltre alle scorie accumulate dall'organismo, rimuove anche l'acqua in eccesso. Per eseguire l'emodialisi è necessario un flusso di sangue che non può essere garantito da una normale vena; per questo motivo è quindi necessario creare artificialmente un accesso vascolare idoneo che si chiama fistola arterovenosa oppure utilizzare un catetere venoso centrale.

La fistola arterovenosa corrisponde ad un collegamento, creato chirugicamente, tra una arteria ed una vena del braccio (in genere dell'avambraccio), che garantisce un flusso di sangue elevato, sufficiente a poter eseguire l'emodialisi.

La necessità di dover confezionare una fistola arterovenosa per emodialisi deve essere considerata già nelle fasi precoci dell’insufficienza renale cronica al fine di limitare la puntura delle vene delle braccia.

La dialisi peritoneale

La dialisi peritoneale è una tecnica che richiede l'inserimento di un catetere nella cavità peritoneale del paziente (all'interno dell'addome).
Attraverso questo catetere viene introdotto un liquido dialitico contenente principalmente sali e glucosio, in composizione variabile a seconda delle necessità.

Una volta nell'addome, il liquido di dialisi entra in contatto con la membrana peritoneale e progressivamente va in equilibrio con i liquidi dell'organismo, consentendo di eliminare acqua in eccesso e sostanze di scarto dell’organismo. Nel corso della dialisi peritoneale, il liquido di dialisi viene sostituito più volte ad intervalli regolari.

Peritoneale La dialisi peritoneale può essere realizzata manualmente o utilizzando un apparecchio di dialisi peritoneale automatizzata. Quella più utilizzata è la dialisi automatizzata notturna che viene eseguita di notte grazie ad una macchina che fa entrare e uscire il liquido di dialisi dalla cavità peritoneale e che possiede allarmi in grado di segnalare problemi.
L'uso di questa macchina viene insegnato durante un corso realizzato in Ospedale.

La tecnica più adatta ?

Nell'emodialisi, tutto il trattamento viene eseguito in Ospedale. Al paziente, una volta terminata la seduta dialitica, circa quattro ore, vengono tolti gli aghi dalla fistola e chiuso il catetere venoso con dei tappi e torna a casa.
Qualora venga utilizzato un catetere venoso centrale per l’emodialisi bisogna fare molta attenzione ad evitare le infezioni.

Nella dialisi peritoneale, il paziente esegue la dialisi a domicilio con l’ausilio di una macchina ogni sera, per tutta la durata della notte. Tutto si svolge a casa e deve recarsi al centro dialisi solo per i controlli periodici (in genere mensili). Questo metodo consente una migliore vita di relazione rispetto all'emodialisi.

La presenza del catetere peritoneale a permanenza comporta una serie di limitazioni e di accortezze, ad esempio:

  • il nuoto e le vacanze al mare (sono molto difficoltose)
  • la presenza del catetere nell’addome e la necessità di eseguire delle manovre quotidiane possono causare delle infezioni (peritoniti) che richiedono costante sorveglianza e trattamento precoce.

La scelta ricade più frequentemente sulla dialisi peritoneale, l´emodialisi può essere molto difficoltosa per alcuni pazienti ma può essere considerata soprattutto in alcune patologie.

La scelta deve tenere conto di numerose variabili tra le quali un ruolo importante è costituito dalla distanza dal Centro dialisi, dall'impatto sulla vita quotidiana, da controindicazioni ad effettuare una specifica modalità dialitica e dalla difficoltà degli accessi vascolari.

Deve essere presa in considerazione anche la situazione familiare.
Il nefrologo saprà consigliarvi sulla tecnica migliore per il caso specifico considerando anche i ruolo della famiglia.

La dialisi può essere un'esperienza difficile e stressante per il paziente e l'intera famiglia.
Il team sanitario sarà a vostra disposizione per aiutarvi e per fornire le migliori indicazioni da seguire caso per caso.

Dott.ssa Silvi - Nefrologa

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